Il formato

I verticali

Esistono una moltitudine di formati con i quali vengono pubblicati i libri. Ogni casa editrice ha i suoi preferiti, e usa sempre lo stesso standard all’interno di una collana.

Per fare un esempio, Laterza utilizza il formato 14x21cm per tutti i libri della collana “Economica” (copertina gialla), ma usa l’11x18 per la collana “I filosofi” (copertina arancione). La differenza tra i due formati consiste nell’aver eliminato tre centimetri da entrambi i lati, con il risultato che il secondo sembra sproporzionato perché troppo allungato rispetto alla proporzione classica.

La proporzione classica, ovvero quella in cui sono stati stampati la maggioranza dei libri fino ad oggi, prevede che un lato sia all’incirca una volta e mezza l’altro. La perfezione grafica la si ottiene utilizzando il rapporto aureo, equivalente a 1,618. Tale rapporto tra il lato lungo e quello largo del libro ci sia un’armonia unica, la più gradevole alla vista. Non a caso le migliori figure presenti in natura sono realizzate sulla base di codesta proporzione.

Ecco il motivo per il quale un libro quadrato non è gradevole alla vista.

Il consiglio che Libroventura si sente di dare è di stampare il proprio libro con un formato che mantenga questa proporzione, ovvero con i seguenti formati:

 

11x18 (1,64)

12x19,5(1,63)

14x22,5 (1,60)

18x29 (1,61)

Oltre a questi, ce ne sono altri, anche abbastanza comuni, che hanno comunque una buona proporzione:

15x23 (1,53)

10x15 (1,50)

14x21 (1,50)

16x23 (1,43)

17x24 (1,41)

15x21 (1,40) (il formato A5)

22x29,7 (1,35) (il formato A4)

Indicativamente, i romanzi economici, quindi quelli tascabili, hanno una dimensione che non supera il 14x21; i romanzi normali, invece, possono essere leggermente più grandi. I saggi, invece, hanno tutto il diritto di apparire dei “mattoni”, quindi di sviluppare dimensioni maggiori, fino ad arrivare al foglio comune, l’A4, utilizzato per i testi scolastici, laddove c’è bisogno di pagine ampie, capaci di contenere schemi leggibili e riassunti ampi. Sono utilizzati anche per dei book fotografici e per le riviste.

 

Gli orizzontali e i quadrati

Fino a qui abbiamo elencato i formati tradizionali, i cosiddetti verticali, che si sviluppano, cioè, in altezza. Chiunque abbia dimestichezza con i libri è venuto a contatto almeno una volta con dei modelli orizzontali o quadrati. Sono per lo più utilizzati per delle pubblicazioni di immagini, che siano cataloghi o fumetti, ma anche esposizioni di dipinti o fotografie. Ciò non toglie che possano essere utilizzati per altre finalità (il cliente ha sempre ragione), magari per un libro per ragazzi o per un testo scolastico.

Tra i quadrati, i formati più usati sono:

15x15

21,5x21,5

28x28

Gli orizzontali, invece, sono i seguenti:

15x10

21x15 (il formato A5)

23x16

24x17

26x18

29,7x22 (il classico A4), che si trasforma in 18x21

 

Conclusione

In conclusione, nel self publishing, il formato viene scelto dall’autore, a seconda dello stile e dell’estetica che preferisce. Vi consigliamo di fare attenzione alla convenienza di alcuni formati piuttosto che di altri: ogni tipografia, e di conseguenza ogni casa editrice, a seconda dei macchinari adoperati e della politica dei prezzi, apporta delle tariffe differenti a seconda dei formati scelti. Il più delle volte il formato più economico risulta essere il 15 x 21, realizzabile direttamente dal foglio A4, utile soprattutto per la rilegatura in brossura.

Chiedete alla casa editrice quale formato vi conviene. Con Self il più conveniente è il 14,8 x 21 cm.

 

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