Il diritto d'autore

Introduzione

diritto

Com’è giusto che sia, ogni testo deve essere tutelato dal punto di vista legale, con riferimento particolare ai diritti che l’autore vanta nei confronti della diffusione dello stesso. Che codesto testo sia un libro normale oppure un ebook, poco cambia: l’autore va protetto. In ciò corre in soccorso la Legge sul diritto d’autore.

Il testo in questione è piuttosto vecchio, è del 1941, e si intende applicato a ogni forma di arte, da quella letteraria a quella musicale e figurativa; copre addirittura le opere religiose. Anche Dio ha protetti i suoi diritti.

Volendo limitarci al nostro campo, quello editoriale, e volendo riprendere la dispensa sull’argomento, sono protetti dalla legge sul diritto d’autore:

-        Le opere letterarie

-        Le opere scientifiche

-        Le opere didattiche

-        Le opere drammatiche

-        Le traduzioni

-        Le parafrasi

-        Gli adattamenti

-        Le riduzioni

-        Le critiche

 

Diritto di paternità

Sebbene sia una semplificazione troppo semplificatoria, possiamo distinguere la nozione di copyright da quella di diritto d’autore intendendo la prima come il diritto dell’editore di tutelare i suoi interessi, mentre la seconda come il diritto dell’autore di trarre benefici economici e di immagine. Perché il diritto d’autore si possa applicare, è necessario che dall’opera in questione emerga un chiaro alone creativo e originale, che possa rendere il lavoro unico e non confondibile con le altre opere già in commercio.

Non è possibile, ma d’altronde ci si può arrivare anche con un pizzico di buonsenso, creare una copia di un romanzo già pubblicato e rivendicare per sé i diritti, quando essi appartengono già ad un altro scrittore. Soprattutto alla luce del fatto che la paternità dell’opera è un “diritto inalienabile”, che va al di là della cessione dei diritti ad un editore, che li sfrutta per trarre un beneficio economico per entrambi. A meno che non si tratti di ghost writing, ogni scrittore ha il sacrosanto diritto di essere menzionato come autore dell’opera in una qualsiasi sua riproduzione.

Tale riproduzione, inoltre, deve essere sempre autorizzata dall’autore mediante la firma di un contratto esplicito che ne tutela ogni vantaggio. Dopo la morte dell’autore, i diritti sulla speculazione dell’opera restano a carico degli eredi designati per settant’anni, dopodiché si estinguono e l’opera diventa un bene pubblico, di utilizzo comune, a patto che nella riproduzione venga citato il nome dell’autore. Anche se la Divina commedia può essere pubblicata da qualsiasi casa editrice, deve essere sempre indicato che l’autore si chiama Dante Alighieri; non si potrebbe mai pubblicarla a proprio nome.

 

Diritti di pubblicazione

Come anticipavo prima, ogni autore ha il diritto di affidare a un editore la propria opera, sempre mediante contratto, per pubblicarla e trarne un beneficio economico, oltre che di immagine. Tale contratto prevede  solitamente la cessione dei diritti esclusivi per tre o cinque anni, vale a dire che l’autore non può pubblicare la stessa opera con un altro editore, fino alla scadenza naturale del contratto. Si fa ciò per proteggere l’investimento dell’editore, che in quel momento non deve avere problemi di concorrenza.

Quando accade che il beneficio di immagine si trasforma in un danno, oppure quando il beneficio economico diventa una perdita, oppure quando l’integrità dell’opera viene violata, il padre dell’opera ha il diritto di recedere l’opera mediante azione legale. Può pretendere, se lo ritiene, il ritiro dal commercio delle opere che ritiene lesive, quindi può pretendere la modifica del testo, nella parte che non lo convince, oppure può decidere di risolvere il contratto e trovare un altro editore. Il fatto che un editore riceva un dattiloscritto non significa che possa usarlo a suo piacimento: deve sempre rispettare la volontà dell’autore, in ogni caso, salvo un accordo contrattuale.

Libroventura dà la possibilità di risolvere il contratto semplicemente tramite un’email, senza un obbligo di spiegazione. Inoltre nel self publishing non si usa cedere i diritti all’editore, ma restano all’autore, che può decidere di pubblicare anche con un altro editore se lo ritiene opportuno. Non è propriamente corretto, ma ha la facoltà di farlo.

Un aspetto da sottolineare della legge sul diritto d’autore è la possibilità di pubblicare un’opera in forma anonima o mediante uno pseudonimo, continuando a godere dei diritti sulla paternità, a patto che il contratto con l’editore venga stipulato con le vere generalità, oppure che l’autore riesca a provare la sua paternità. Un buon metodo può essere quello di auto inviarsi mediante raccomandata il dattiloscritto, mantenendo il plico chiuso e aprendolo solo davanti al giudice.

 

Tipologie di contratti

Sebbene attualmente, anche per esperienza personale, la quali totalità degli editori propone un tipo di contratto a termine, che va dai tre ai cinque anni, entro i quali si concede la facoltà di pubblicare il numero di edizioni e la tiratura secondo le esigenze della casa editrice (per legge il periodo non può essere superiore a venti anni), esiste anche un altro tipo di contratto, che prevede la pubblicazione di  un numero definito di edizioni in un arco di tempo mai superiore a due decenni.

 

Diritti elettronici

Negli ultimi anni, con l’affermazione degli ebook, quindi di una nuova metodologia di trasmissione, si è verificata la necessità di rivedere i contratti, sulla base non tanto del formato elettronico in sé per sé, quanto per i differenti termini economici di produzione, quindi di vendita del prodotto.

Un ebook, che non è stampato e non è distribuito, ha costi di produzione inferiori rispetto ad libro classico, quindi può essere venduto a un prezzo inferiore. Così facendo, però, il guadagno riservato all’autore diminuisce, con un conseguente diniego da parte sua alla pubblicazione. Ne consegue che il nuovo contratto debba prevedere una percentuale riservata all’autore molto maggiore, in genere dal 30 al 50% sul prezzo di copertina.

Per pubblicare in formato digitale un libro stampato anni addietro, è necessario stipulare un nuovo contratto con l’autore, oppure rivedere quello vecchio, sperando di forzare determinate clausole e di interpretare a proprio vantaggio quanto concordato in precedenza. Le nuove case editrici, soprattutto in self publishing, affrontano l’argomento presentando due diverse tipologie di contratto, una cartacea e una digitale, oppure accorpandoli, e specificando le diverse condizioni economiche.

Libroventura propone un unico contratto, all’interno del quale sono espresse entrambe le percentuali di guadagno, assieme alla possibilità di decidere se usufruire di un tipo di pubblicazione, dell’altro o di entrambi.

 

Diritti cinematografici

Un diritto che oggi è il sogno di ogni scrittore è la paternità dell’opera legata all’utilizzo cinematografico. Avendo la televisione e il cinema superato la popolarità dell’editoria classica, soprattutto in termini di profitto, prestare la propria opera perché venga riadattata ad una sceneggiatura cinematografica è una grande opportunità, sia in termini di popolarità che di guadagno. Tale diritto permane di proprietà dell’autore, a meno che costui non lo ceda al suo editore oppure ad un agente letterario. In questo ambito si tratta di riadattamento, in quanto le esigenze di una pellicola sono diverse da quelle letterarie, quindi non è possibile, casi eccezionali a parte come Il codice Da Vinci, seguire di pari passo lo scorrimento del libro.

Emblematico è il caso di Michael Ende e la sua La storia infinita, che cedette i diritti per la produzione del famoso film, ma lo considerò troppo alterato rispetto al romanzo e decise di fare causa, chiedendo di eliminare il suo nome dal film, ma perse.

 

Scarica il testo della legge del diritto d'autore del 22 aprile 1941

 

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